lunedì 24 settembre 2012

La macchina strizzafegato

Tratto da un racconto di C.Bukowski

[...] << "va beh, proviamo con lui. Herman, ehi, ragazzo!"
"che volete, paparini?"
"ti andrebbe di fare un lavoretto?"
"ah, maledizione, no!"
"cosa? ti rifiuti di fare un lavoretto?"
"che cazzo mi frega? mio padre, era del New Jersey, non ha fatto che sgobbare per tutta la vita e dopo il funerale che abbiamo pagato coi suoi soldi, lo sapete quanto ci aveva lasciato?"
"quanto?"
"15 centesimi e la fine di una vita che più noiosa non si può."
"ma allora tu non le vuoi una moglie, una famiglia, una casa, la rispettabilità? una macchina nuova ogni tre anni? "
"non ho mica voglia di farmi spolpare, simpaticoni, non vorrete mica farmi finire in una gabbia di matti? chiedo solo di fare il lavativo, io. che cazzo credete? "
"Danforth, dai una ripassatina a questo bastardo nella macchina strizzafegato e assicurati che i morsetti siano ben stretti!"
Danforth afferrò il signorino ma prima Telleman riuscì a gridare "vaffanculo te e tua mamma..."
"e strizzagli il fegato più che puoi, non trascure NEMMENO UN ANGOLINO! mi senti?"
[...]
Danforth riportò Herman Telleman nella stanza, era leggermente cambiato, i suoi occhi non avevano più colore e sulla faccia si era stampato un sorriso totalmente falso, una meraviglia.
"Herman?" chiese Bagley.
"sì, signore?"
"cosa senti? o cosa ti senti?"
"non sento niente, signore."
[...]
"scusami, ascolta, adesso, pensi che sia giusto fare gli straordinari ?"
"oh, certo, signore! se fosse possibile lavorerei sette giorni la settimana e se potessi farei il doppio lavoro."
"perché?"
"per via dei soldi, signore, soldi per il televisore a colori, automobili nuove, mutuo della casa, pigiama di seta, 2 cani, rasoio elettrico, assicurazione contro le malattie, per tutti i tipi di assicurazione e di istruzione universitaria per i miei figli, se ne avrò, e porte automatiche nel garage e bei vestiti e scarpe da 45 dollari, e macchine fotografiche, orologi da polso, anelli, lavatrici, frigoriferi, poltrone nuove, letti nuovi, moquette, elemosine per la chiesa, riscaldamento automatico e..."
"d'accordo, fai punto qui. ma quand'è che userai tutte queste cose?"
"non comprendo, signore."
"cioè, visto che lavoreresti giorno e notte, straordinari inclusi, quand'è che potrai goderti tutti questi lussi?"
"arriverà il giorno, arriverà il giorno, signore!"
"e non pensi che un giorno i tuoi figli cresceranno e penseranno che sei stato uno stronzo?"
"dopo che mi sarò consumato fino a ridurmi a pelle e ossa per loro, signore? certo che no!"
"eccellente, adesso qualche altra domanda."
"sì, signore."
"non credi che quelle tue gran sgobbate siano dannose alla salute e allo spirito, all'anima, se preferisci...?"
"maledizione, se non lavorassi dalla mattina alla sera, passerei il tempo a bere o a dipingere o a scopare o andrei al circo o me ne starei al parco a guardar le anatre, cose così."
"non credi che sia bello stare al parco a guardar le anatre?"
"ma se facessi così non potrei guadagnarmi da vivere, signore."
"o.k., vaffanculo."
"prego?"
"cioè, non ho più niente da chiederti."
"o.k., questo è bell'e pronto, Dan. ottimo lavoro, dagli il contratto, faglielo firmare, non credo proprio che starà lì a leggere la parte stampata in piccolo, ormai è convinto che noi siamo delle brave persone, fallo trottare fino all'indirizzo, lo assumeranno. sono mesi che non mando in giro un analista dei co­sti di produzione."
Danforth fece firmare il contratto a Herman, gli diede un'altra controllata agli occhi per essere sicuro che fossero spenti, gli mise in mano il contratto e l'indirizzo, lo accompagnò alla porta e gli diede una spintarella per fargli scendere le scale.
Bagley si mise a sedere comodamente con un sorriso di trionfo stampato in faccia e guardò con interesse Danforth che faceva passare gli altri 18 per la strizzafegato.>> [...]



venerdì 10 agosto 2012

La femmina è selettiva, il maschio è propositivo.

In risposta al dubbio suscitato nel post precedente ho trovato un articolo che spiega parte delle mie domande, proponendo una versione sicuramente più meditata e articolata della mia. Quello che vi propongo è un estratto dell'articolo intero. 


<<Alla base dell’accoppiamento vi è a priori l’attrazione. Grazie allo studio di varie specie di animali e dei meccanismi chimici e ormonali, i ricercatori hanno compreso molte cose sull’innamoramento e sull’amore. Con l’innamoramento si possono seguire due strade inconsce: pre e post, soprattutto le donne, spiega sempre Jannini. 
Le donne pre si innamorano di uomini belli, affascinanti, talentuosi, intelligenti, di maschi virili che garantirebbero geni migliori. Però, il rischio potrebbe essere che questi uomini con queste caratteristiche siano più propensi all’inaffidabilità e al tradimento. Le donne post si innamorano di uomini che garantiscano loro sicurezza: ricchi, fedeli, protettivi. Però, solitamente sono uomini brutti con caratteristiche meno appetitose agli occhi della donna, come la bellezza o la giovinezza.
Tuttavia il ciclo ormonale condiziona i comportamenti stessi. Uno studio ha dimostrato che le donne, al momento dell’ovulazione (picco massimo della fertilità) preferiscono uomini virili, a garanzia dei buoni geni, mentre in stati di fertilità minore prediligono uomini con tratti più dolci e femminei meno aggressivi. Alcuni psicologi evolutivi affermano che la donna post tende per natura a tradire, allo scopo di garantire alla prole contemporaneamente un buon DNA, grazie al tradimento la donna può riuscire a procurarsi comunque quello che le manca. Come? Sposando un uomo fedele e generoso, ma concependo un figlio con un amante dalle caratteristiche genetiche migliori.
I ricercatori la chiamano “ipotesi Emma Bovary” dal nome della protagonista del romanzo di Flaubert; si sposa l’uomo che sembra più affidabile si sceglie un amante gagliardo e brillante, magari anche più giovane.
Nel nostro corpo spiega Jannini*, quando una persona si innamora lo stato chimico mentale raggiunge la massima irrazionalità, tipica di un cocainomane, ma che nel tempo è destinato ad affievolirsi. […]

Sempre Jannini afferma che la differenza sta che il sesso femminile ha un patrimonio genetico prezioso, disponendo di un solo ovulo al mese per volta, invece, il sesso maschile addirittura è capace con una sola eiaculazione fecondare teoricamente l’intera popolazione femminile europea. Questo ha portato inevitabilmente a una strategia comportamentale differente dei due sessi: la femmina è selettiva, il maschio è propositivo. Per quanto riguarda il tradimento anche in questo caso si tradisce per ragioni differenti.
La donna non accetta il tradimento durante una relazione amorosa: tradisce quando viene a mancare l’emotività, quando finisce il rapporto afferma il sessuologo. Invece, l’uomo istintivamente tende a essere protettivo, per cui è abile nel relazionarsi con più persone, come il caso dell’amante. Secondo Jannini, il modo di amare è diverso tra i due sessi perché non si capiscono. L’unico modo per salvaguardare un rapporto duraturo è attraverso il compromesso e la graduale comprensione.>>

* Jannini è docente di Sessuologia presso la facoltà di Psicologia dell'Università degli 
Studi dell'Aquila.


E voi? Che donne siete? Pre o Post? 
Cosa scegliete? L'abisso oscuro o la casetta ordinata? 




L'universo tende sempre all'equilibrio

Ed eccomi qua,ad occuparmi di uno degli argomenti che preferisco: Le donne ed i rapporti che instaurano col partner di turno. Apro la kermesse con una riflessione ed una domanda inevitabile per chiunque abbia messo la testa fuori casa quest'estate (ma anche quelle passate ovviamente,è un fenomeno che si ripete tranquilli)


Continuo a vederne....ovunque...si diffondono a macchia d'olio...soprattutto d'estate....sono loro...le 
coppie strane! 
Bellissime ragazze accompagnate da dei perfetti coglioni. 
Loro puoi riconoscerli dal cappellino con la doppia iniziale o dal mocassino dai colori improbabili...dal bermuda di Armani o dalle valigie di tommy hilfiger..gli indizi sono tanti, ma se ancora non siete sicuri controllate la gamba,che sarà sicuramente più liscia e depilata di quella della loro compagna. Ma se siete ancora in forse,dato che non sempre l'abito fa il monaco, la soluzione è sempre la stessa. Provate a parlarci. Vi toglierete ogni dubbio. 
Sinceramente mi sfugge come gli ormoni di una ragazza all'apice della sua bellezza possano cominciare a rilasciare dopamina (responsabile dell'eccitazione e della sensazione di piacere) dopo l'incontro con un essere tale. 
Non concepisco come una persona possa essere minimamente attratta da pupazzi del genere. Un manichino da vetrina motorizzato (con cui condividono non solo i vestiti ma anche stati d'animo e sentimenti). 
L'unica spiegazione plausibile (tralasciando per una volta quello del portafogli) è che sia una legge di compensazione dell'universo. E' l'universo che tende a bilanciare le coppie andando ad affiancare dei coglioni a delle splendide creature. Non vedo altri motivi.




martedì 26 giugno 2012

La solitudine della libertà



<<In un mondo massificato, omologato, in cui tutti effettuano movimenti automatici e fanno le stesse cose nello stesso modo, nello stesso momento, comprese le vacanze, l'uomo libero deve prepararsi a trascorrere molta parte del proprio tempo da solo. Se non ne è capace lasci stare il concetto di cambiamento, si tenga ben stretta la propria poltroncina ergonomica e vada a lavorare tutte le mattine sorridendo di averne una, di poterci andare e di percepire anche uno stipendio. Fantozzi tornò a lavorare gratis pur di non stare in pensione solo come un cane. Capolavoro della sociologia.>>

(da "Adesso Basta" di S.Perotti)


giovedì 14 giugno 2012

Il Superuomo moderno


Sono sempre rimasto affascinato dalla concezione del Superuomo (o “Oltreuomo”) di Nietzsche prima e di D’Annunzio poi.  
L’idea dell’evoluzione dell’individuo per Nietzsche consisteva in un progressivo abbandono delle convenzioni e dei pregiudizi che frenano l’uomo nei suoi atteggiamenti. Lo stesso uomo che ha sempre creduto che l’unico modo che esistesse per vivere in armonia con se stesso fosse quello di rispettare regole e convenzioni imposti dalla cultura dominante, dalla società, e dalla religione, progressivamente decide di liberarsi da quelli che io definisco “formalismi di una società civilizzata”.  D’altronde il primo passo della civilizzazione consiste nella repressione degli istinti basici dell’individuo al fine di renderlo una bestia addomesticabile. (Ricordo che l’uomo è fondamentalmente un animale evoluto, e neanche in tutti i casi, ma rimane pur sempre un animale).
L’uomo nuovo è colui che accettando l’idea che Dio è morto (e tra l’altro l’abbiamo ucciso noi) e che non sono i comportamenti della massa a poter determinare ciò che sia giusto o sbagliato per se stesso, non vede entità o istituzioni in grado di determinare o influenzare la propria scala di valori. E’ un uomo che prende in mano la propria vita, sostituendo ai soliti schemi già ampiamente collaudati e mal sopportati, un nuovo campionario di principi da lui stesso selezionati. E lo fa partendo da un concetto basilare: non esiste vita aldilà dell’esperienza terrena! L’uomo è limitato al suo solo corpo fisico, motivo per cui non deve essere guidato da principi religiosi! Le uniche entità a cui deve rendere conto sono le sue pulsioni.
Involontarie, innate e totalmente irrazionali.
D’Annunzio riprende i concetti del filosofo e propone un’evoluzione del Superuomo nietzschiano. Conferisce a questa figura un aspetto messianico: colui che, convertita la propria scala di valori e abbandonato ogni formalismo, si propone come guida per il proprio paese, portatore della nuova filosofia di vita (puntualmente additata per dare scandalo ed incantare la gente). Il superuomo dannunziano è si un ribelle amante della violenza e del pericolo, ma allo stesso tempo un ammaliatore di coscienze, un conquistatore di donne, un essere profondamente curioso e creativo, interessato alla vita, amante assoluto della bellezza in ogni sua forma, un cultore dell’estasi.
Il cammino di evoluzione verso questa figura è quanto di più difficoltoso possa fare un uomo che vive in un paese “occidentalizzato”. Decidere di non seguire le regole del gioco è un rischio molto alto. La società attuale è spietata con coloro che scelgono di tirarsi fuori. E visto che tale concezione ha ovviamente necessitato di un’evoluzione a sua volta nel tempo, non stento a credere che abbia bisogno di un aggiornamento anche per i tempi moderni.
Prese le basi di Nietzsche, e accettata l’evoluzione dannunziana, se dovessi aggiungere elementi alla figura del superuomo moderno, io personalmente in maniera forse superficiale e infantile, ma a mio avviso abbastanza concreta e pratica, attingerei da tre personaggi chiave di alcune serie televisive che ben rispecchiano “l’uomo nuovo” ai tempi moderni. Sto parlando di Gregory House della serie “Dr.House”, di Cal Lightman di “Lie to me” e di Hank Moody di “Californication” (personaggio liberamente ispirato allo scrittore Charles Bukowski).
Parafrasando un articolo letto a riguardo alcuni giorni fa, dal primo prenderei l’estremo cinismo, dal secondo l’attenzione per i dettagli, dal terzo lo stile di vita sopra le righe e totalmente scorretto. E da tutti e tre i personaggi l’atteggiamento sicuro, l’apparente menefreghismo, l’intelligente simpatia, la dialettica che non lascia scampo, e con le donne il contatto diretto, la naturalezza negli approcci, l’estrema tensione sessuale che sanno ricreare e l’eye contact pressante. Per molti sarebbero dei perfetti coglioni. Punti di vista. L’unica cosa certa, vista la probabile superficialità delle mie aggiunte è che sicuramente nessuno verrà mai a chiedermi di scrivere un’evoluzione del Superuomo nietzschiano. Ma al momento, è quanto di meglio riesca a fare. (D.C.)      















martedì 5 giugno 2012

Riflessioni:


Io in fondo non sto sostenendo che non esiste un Dio. 
Penso solo che abbia smesso di occuparsi di noi nel momento in cui gli abbiamo ucciso il figlio. 

venerdì 1 giugno 2012

"L'essenziale è invisibile agli occhi"

Ho riletto il Piccolo Principe a 25 anni e penso solo ora di averlo compreso come libro. Quando lo lessi per la prima volta ero un bambino e il ricordo che avevo fino a ieri di quel libro era di una storiella da bambini neanche troppo divertente. Ci sono semi che attecchiscono solo su terreni preparati. D'altronde nessuno perderebbe tempo a piantare rose tra i calcinacci. L'unico dubbio che mi rimane ora è sapere se tra altri vent'anni lo stesso libro sarà in grado di regalare risposte nuove..